Il suolo, inteso come lo strato superficiale che ricopre la crosta terrestre, origina dall’alterazione di un substrato roccioso. Visti i tempi estremamente lunghi per la sua formazione, dovuta all’azione chimica, fisica e biologica esercitata da tutti gli agenti superficiali e dagli organismi presenti su di esso, si può ritenere che esso sia una risorsa sostanzialmente non rinnovabile.

Il suolo, quale elemento che ospita gran parte della biosfera svolge un ruolo fondamentale e inalienabile di diversi servizi ecosistemici tra i quali l’approvvigionamento (prodotti alimentari e biomassa, materie prime, etc.), servizi di regolazione e mantenimento (regolazione del clima, cattura e stoccaggio del carbonio, controllo dell’erosione e dei nutrienti, regolazione della qualità dell’acqua, protezione e mitigazione dei fenomeni idrologici estremi, riserva genetica, conservazione della biodiversità, etc.) e servizi culturali (servizi ricreativi e culturali, funzioni etiche e spirituali, paesaggio, patrimonio naturale, etc.).

Risulta quindi evidente come la protezione del suolo sia un imperativo nella protezione ambientale.

Portale Consumo di suolo in Italia

Portale Cartografia del Servizio Geologico d’Italia – ISPRA

Le attività di monitoraggio del consumo di suolo (previsto dalla L.132/2016), assicurate dal SNPA, sono svolte con un lavoro congiunto tra ISPRA e l’insieme alle Agenzie per la protezione dell’ambiente. Tali attività, attraverso la produzione di cartografia tematica e l’elaborazione di indicatori specifici, forniscono un quadro aggiornato annualmente dell’evoluzione dei fenomeni del consumo di suolo, delle dinamiche di trasformazione del territorio e della crescita urbana.
L’attività di monitoraggio si basa sull’analisi delle immagini satellitari che, con opportuno preprocessamento, rendono possibile processi di classificazione automatica e semi-automatica e di individuare le aree dove si è verificato un cambiamento (allert). La verifica degli allert mediate l’analisi di immagini a risoluzione più spinta permettono, poi, la conferma dell’eventuale cambiamento e la corretta classificazione dello stesso.
I parametri utilizzati come indicatori del fenomeno sono la variazione di suolo consumato, espressa in percentuale e in ettari, a più scale di dettaglio (regionale, provinciale, comunale), oltre al rapporto tra la superficie consumata e il numero di abitanti (m2/ab).

Nel 2015 tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs) dell’Agenda Globale erano compresi:
• assicurare che il consumo di suolo non superi la crescita demografica;
• l’accesso universale a spazi verdi e spazi pubblici sicuri, inclusivi e accessibili.
Tali indicazioni sono state fatte proprie a livello nazionale con lo sviluppo della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS 2017-2030) quale strumento, tra l’altro, finalizzato “all’arresto del consumo del suolo e alla desertificazione”, individuando questi come obiettivi strategici che, quindi, dovrebbero essere raggiunti nel 2030. Per il perseguimento di questo fine è necessario un costante monitoraggio delle variazioni del territorio, individuarne le cause e progettarne soluzioni. L’iter legislativo per normare la limitazione del consumo di suolo è infatti iniziato in Italia nel 2012 con una proposta di legge che non è stata approvata a causa della fine anticipata della Legislatura. Un nuovo disegno di legge è stato poi presentato nel 2014, approvato alla Camera il 12 maggio 2016 e inviato al Senato per l’approvazione definitiva ma, anche in questo caso, la fine della legislatura non ha consentito di arrivare all’approvazione finale.
Questo vuoto legislativo nazionale ha comportato la promulgazione di numerose norme regionali, in particolare, per la Regione Siciliana si hanno alcune generiche indicazioni nella L.R. n.16/2016 denominata “Recepimento del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380”. Tale norma, in parte dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, negli articoli 3, 4, 5 e 10 fa genericamente riferimento al consumo di suolo.
Si evidenzia infine che nella legge n. 132 del 28 giugno 2016, istitutiva del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) l’articolo 3 individua tra le funzioni del SNPA il monitoraggio del consumo di suolo. Il SNPA si è, quindi, organizzato per assicurare le attività di monitoraggio, costituendo un’apposita “rete di referenti” per il monitoraggio del territorio e del consumo di suolo, coordinata da ISPRA, a cui partecipano le Agenzie per la protezione dell’ambiente e tra queste ARPA Sicilia.

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