Localizzazione dei corpi idrici di transizione significativi in Sicilia

Le acque salmastre fanno parte di aree costiere di transizione, in cui le acque dolci terrestri e salate marine si mescolano, e costituiscono il passaggio naturale tra terra e mare; per la loro posizione, al confine tra questi due ambienti, sono considerati ecosistemi unici e molto produttivi attorno ai quali gravitano numerose attività antropiche.

Il Piano Operativo Attività acque superficiali, che comprende le attività di monitoraggio sui corpi idrici fluviali, sugli invasi e sulle acque di transizione, ha avuto come obiettivo quello di dare attuazione sul territorio regionale agli adempimenti previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, Direttiva 2008/105/CE, Direttiva 2009/90/CE e Direttiva 2013/39/CE e rispettiva normativa nazionale di recepimento (D.lgs. 152/06, D.M. 131/2008, D.M. 56/90, D.M. 260/2010, D.Lgs. 172/2015), in materia di monitoraggio e valutazione dello Stato Ecologico e Chimico delle acque superficiali, ai fini dell’aggiornamento del quadro conoscitivo sul loro stato di qualità ambientale (ecologico e chimico) per la revisione del Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia (PdG) e per il superamento della condizionalità 6.1 per la Programmazione 2014-2020.

Sono state pertanto individuate le attività da effettuare per la valutazione dello stato ecologico e chimico, al fine di fornire i dati necessari al processo di revisione del Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia al Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti, cui compete l’attività.

Per la valutazione dello Stato Ecologico delle acque di transizione vengono individuati dalla normativa quattro elementi di qualità biologica (EQB): Macrofite (Macroalghe e Fanerogame), Macroinvertebrati bentonici, Fitoplancton e Fauna ittica. A sostegno vanno valutati gli elementi fisico-chimici (azoto inorganico disciolto – DIN, fosforo reattivo – P-PO4 e ossigeno disciolto), chimici (sostanze inquinanti non appartenenti all’elenco di priorità) e idromorfologici. Questi ultimi sono analizzati a conferma dello stato elevato.
L’elemento di qualità biologica “macrofite” è valutato con il calcolo dell’indice MaQI (R-MaQI quando il numero di specie presenti è inferiore a 20; E-MaQI quando superiore).
Per l’EQB “macroinvertebrati bentonici” la classificazione dello stato di qualità è effettuata attraverso l’applicazione dell’indice M-AMBI.
Per il fitoplancton non è stato ad oggi indicato nella norma, né nelle linee guida di riferimento, alcun indice per la valutazione. Il monitoraggio della fauna ittica, sebbene previsto, non è effettuato in atto da ARPA Sicilia. Neanche per questo elemento sono comunque indicati nella norma indici di riferimento.
Lo Stato Chimico si valuta determinando mensilmente la concentrazione delle sostanze dell’elenco di priorità, riportate nella tab. 1/A del DM 260/2010, come modificata dalla tab. 1/A D.Lgs. 172/2015, per le quali a seguito di un’analisi delle pressioni e degli impatti, risultano attività che ne comportano scarichi, emissioni, rilasci e perdite significativi nel bacino idrografico.
Nel caso specifico delle acque di transizione, qualora non si sia già adempiuto ai programmi di monitoraggio secondo quanto sopra descritto, si possono effettuare in due mesi consecutivi due campionamenti nella colonna d’acqua ed uno nei sedimenti per la determinazione nell’acqua delle sostanze della tab. 1/A del DM 260/2010 e nei sedimenti della tabella 2/A dello stesso decreto (sostituita dalla tab. 2/A del D.Lgs. 172/2015).
Il Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia riporta 20 corpi idrici di transizione significativi, riportati in tabella, concentrati nei territori di Messina, Siracusa e Trapani.

STATO CHIMICO
Il corpo idrico è classificato in stato chimico “BUONO” se soddisfa tutti gli standard di qualità ambientale (SQA). In caso negativo viene classificato “NON BUONO”.
ARPA Sicilia ha effettuato i campionamenti determinando le sostanze della tab. 1/A (circa il 70%), e nei sedimenti quelle della tab. 2/A (oltre l’85%), per le quali ha già avviato la relativa procedura analitica con i seguenti risultati.

Buono
Mancato conseguimento dello stato Buono

STATO ECOLOGICO
Lo stato ecologico delle acque di transizione è valutato attraverso l’analisi delle:
1) caratteristiche biologiche (fitoplancton, macrofite, macroinvertebrati bentonici);
2) fisico-chimiche (azoto inorganico, fosforo reattivo e ossigeno disciolto);
3) chimiche (sostanze inquinanti non appartenenti all’elenco di priorità (tab. 1/B dell’All.1 DM 260/2010 modificata dalla tab. 1/B del D.Lgs. 172/2015).
Integrando i risultati si ottiene la qualità ecologica del corpo idrico espressa in 5 classi, da elevato a cattivo, rappresentate da differenti colori:

Elevato
Buono
Sufficiente
Scarso
Cattivo

Sono stati monitorati in maniera completa, 9 corpi idrici sui 20 previsti nel Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia.

Il 100% delle acque di transizione è in stato ecologico non buono. Nella maggioranza dei casi (56%), lo stato inferiore a buono è determinato dal risultato dei macroinvertebrati; nel 38% dei casi dalla fauna ittica, dei quali il 12% ha solo questo elemento in stato non buono. In un solo caso (pari al 6%) il giudizio inferiore al buono dipende solo dagli elementi fisico-chimici e chimici a supporto.  Complessivamente l’81% delle acque di transizione è in stato chimico non buono per concentrazioni di metalli (piombo, cadmio e nichel) e pesticidi superiori ai relativi SQA.

Per le acque di transizione monitorate dal 2017 si evidenzia che il 71% dei corpi idrici ha un livello di confidenza associato alla valutazione dello stato ambientale alto, il 14% medio e basso.

Pertanto per il prosieguo delle attività di monitoraggio è necessario procedere, oltre in generale al completamento della valutazione dello stato ambientale sui corpi idrici significativi ancora non monitorati, in particolare lo Stagnone di Marsala, e a un approfondimento sulla corretta tipizzazione dei Gorghi Tondi e del Lago di Venere come acque di transizione, ad una rideterminazione del fitoplancton sui corpi idrici monitorati prima del 2016 nonché al completamento ed approfondimento della valutazione della fauna ittica. Si evidenzia comunque che a parte i Gorghi Tondi ed il lago Preola, sui quali potrebbe essere rivalutata la classificazione dello stato ecologico non inserendoli tra le acque di transizione, tutti i corpi monitorati presentano o lo stato ecologico o chimico in stato non buono e quindi necessitano di interventi di risanamento.

A valle della valutazione dello stato di qualità dei corpi idrici, la Regione dovrebbe attuare gli interventi per ridurre gli impatti sui corsi d’acqua per mantenere lo stato di qualità (Stato Ecologico e Stato Chimico) buono, ai sensi della Direttiva 2000/60/CE, ovvero gli interventi di risanamento dove lo stato è risultato inferiore, sulla base dell’analisi delle pressioni, riportata nel Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia.

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Acque di transizione – report 2018
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Acque di transizione – report 2015
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Acque di transizione – report 2014
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Acque di transizione – report 2013
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