ARPA Sicilia partecipa al sistema di radioprotezione nazionale svolgendo funzioni di monitoraggio, controllo e sorveglianza su tutto il territorio regionale.

Garantisce un piano di monitoraggio a dimensione regionale grazie a due laboratori radiometrici, quello di Palermo e quello di Catania.

Attività svolte:

Il Piano regionale radon, predisposto a partire dal Piano Nazionale Radon (PNR) ha lo scopo di monitorare le concentrazioni di gas radioattivo radon nel territorio siciliano.

Nell’ambito del Piano regionale radon è stata completata la mappatura delle concentrazioni di radon nel territorio della provincia di Ragusa (“progetto pilota”).

Recentemente è stata anche effettuata, in collaborazione con la Città Metropolitana di Catania, una campagna di misure su alcune scuole.

Il piano di monitoraggio della radioattività negli alimenti è indirizzato alla determinazione della eventuale presenza di contaminanti radioattivi in matrici alimentari. Tale attività ha come presupposto normativo il D.Lgs. 230/95 e ss.mm..ii. ed è stata recepita dalla Regione Siciliana con  Decreto dell’Assessorato alla Salute del 11-settembre-2015 (pubblicato su GURS parte I, n.40 del 02-10-2015) e, via via aggiornato per gli anni successivi.

I risultati di tale attività vengono annualmente conferiti nel Sistema nazionale “RADIA” gestito da ISPRA e, da ISPRA, i dati delle misure vengono trasmesse alla Comunità Europea.

Il piano di monitoraggio della radioattività nel particolato atmosferico è indirizzato alla determinazione della eventuale presenza di contaminanti radioattivi di origine artificiale in atmosfera. Vengono misurate le concentrazioni di radionuclidi con emissione di tipo “beta” (emissione di elettroni) senza distinzione del tipo di radionuclide (“misure di concentrazione beta totale”).

Unitamente al monitoraggio della dose gamma in aria, tale attività di fa parte di quelle azioni della Rete di rilevamento Nazionale (coordinata da ISPRA) volte ad intercettare eventuali concentrazioni anomale di radionuclidi con emissione di tipo “gamma” in atmosfera che potrebbero evidenziare il verificarsi di eventuali incidenti tipo “Chernobyl”.

I dati dei rilevamenti effettuati annualmente da ARPA Sicilia sono riportati nell’Annuario dei dati Ambientali.

Annuario dei dati Ambientali 2018 – Agenti Fisici

Il fenomeno della radioattività consiste nell’emissione di particelle (alfa, beta, neutroni) e di onde elettromagnetiche (radiazione X e gamma) di elevata energia che si verifica a seguito della trasformazione spontanea, per “decadimento radioattivo”, degli isotopi instabili (radioisotopi) di alcuni elementi chimici.

La radioattività può essere sia d’origine naturale che artificiale. La “radioattività naturale” è dovuta al decadimento di radioisotopi primordiali naturalmente presenti nell’ambiente fin da epoche remote, quali l’ Uranio – 238 (238U), il Radon – 222 (222Rn) o il Carbonio – 14 (14C), o d’origine cosmica (raggi cosmici).

La “radioattività artificiale” è, invece, originata da radioisotopi costruiti in laboratorio per diverse applicazioni, sia civili (quali la ricerca scientifica, le applicazioni mediche, la produzione di energia elettrica ed altre applicazioni industriali) sia militari.

Nonostante gli indubbi aspetti positivi dell’utilizzo, a fini sanitari e tecnologici, della radioattività, l’uso e la detenzione di sorgenti radioattive pone severi problemi di controllo e di sorveglianza radioprotezionistica: è noto, infatti, che l’esposizione non controllata alle “radiazioni ionizzanti” (vale a dire alle radiazioni e alle particelle emesse a seguito di decadimento radioattivo) può causare gravi danni biologici, sia a breve termine (effetti acuti) che a medio – lungo termine (effetti stocastici).

Analoghe considerazioni, circa agli effetti dannosi di tipo stocastico, possono essere applicate alle sorgenti naturali di radioattività.

La protezione dagli effetti delle radiazioni, compito dei sistemi di radioprotezione, si fonda, a livello generale, sull’isolamento delle sorgenti radioattive dall’ambiente e dal contatto con l’uomo; a livello specifico, sull’adozione di soluzioni progettuali, costruttive e tecnologiche, nonché su attività di monitoraggio e sorveglianza finalizzati a ridurre l’esposizione individuale e collettiva.

Il controllo della radioattività ambientale è una delle componenti fondamentali del sistema di radioprotezione ed ha lo scopo di verificare che la popolazione non venga esposta a dosi ingiustificate da radiazioni ionizzanti dovute alla presenza radioisotopi, naturali e artificiali, nelle varie matrici ambientali e alimentari. L’eventuale presenza di anomale concentrazioni di radionuclidi artificiali nelle matrici ambientali costituisce poi di per sé una violazione del richiesto livello di tutela dell’ambiente.

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