Il consumo di suolo è definito come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale (suolo consumato). Le attività di monitoraggio del consumo di suolo, assicurate dal Sistema Nazionale di Protezione dell’Ambiente, sono svolte in modo congiunto da Ispra insieme alle agenzie per la protezione dell’ambiente.

Aggiornamento della cartografia 2017 a cura di ARPA Sicilia e ISPRA

L’attività di monitoraggio si basa sull’analisi delle immagini satellitari che, con opportuno preprocessamento, rendono possibile processi di classificazione automatica e semi-automatica e di individuare le aree dove si è verificato un cambiamento (identificato con un allert). La verifica degli allert mediate l’analisi di immagini a risoluzione più spinta permettono poi la conferma dell’eventuale cambiamento e la corretta classificazione dello stesso.

Il consumo di suolo in Sicilia nel 2017 continua a crescere per quanto in maniera leggermente inferiore rispetto la media nazionale. Infatti, la crescita in Sicilia nel 2017 è pari allo 0.15%, a fronte di una media nazionale dello 0.23%. Le provincie dove l’incremento percentuale di consumo di suolo è minore sono Caltanissetta (0.05%) ed Enna (0.06%) mentre, la provincia con il maggiore incremento di consumo di suolo è Ragusa con il 0.33%, valore superiore alla media siciliana e nazionale. Tale dato computa le superfici delle numerose serre presenti nel territorio ragusano come “consumo di suolo permanente”.

Ad una più attenta analisi la maggior parte di tali serre risulta non pavimentata e quindi ascrivibile alla categoria di suolo non consumato. Tale correzione ridurrebbe la stima del suolo consumato in questa provincia.

A livello comunale, si segnala che il maggior consumo di suolo in termini assoluti (in Km2) si rileva, nell’ordine, nei comuni di: Palermo (63 Km2), Vittoria (53 Km2), e Catania (51 Km2), per quanto per il Comune di Vittoria, valgano le considerazioni prima espresse riferite alla provincia di Ragusa.

Nel 2017 la quasi totalità dei comuni della fascia costiera delle province di Ragusa e Catania e buona parte di quelli ricadenti, sempre nella fascia costiera, delle province di Palermo, Trapani Agrigento, Caltanisetta, Siracusa e Messina mostrano valori di percentuale di consumo di suolo sul totale della superficie comunale territoriale maggiori del 9% con punte anche superiori al 30%.

Molto modesti, di contro, appaiono i valori di consumo di suolo nelle aree collinari e di montagna dell’entroterra siciliano. Il consumo di suolo procapite a livello comunale (m2/ab.) presenta invece una distribuzione più omogenea dei valori di suolo consumato pro-capite tra i comuni delle aree interne e quelli rivieraschi.

Pertanto il maggior consumo di suolo nelle aree rivierasche è correlato alla presenza di un maggiore numero di abitanti.

I parametri utilizzati come indicatori del fenomeno sono la variazione di suolo consumato, espressa in percentuale e in ettari, a più scale di dettaglio (regionale, provinciale, comunale), oltre al rapporto tra la superficie consumata e il numero di abitanti (m2/ab).

Non esiste ancora in Italia una legge per normare la limitazione del consumo di suolo. La proposta di legge è in corso di esame presso le  Commissioni  9a (Agricoltura e produzione agroalimentare) e 13a (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato della Repubblica.

Il prodotto del monitoraggio annuale di consumo di suolo fornisce ai responsabili delle decisioni a livello locale informazioni per la pianificazione urbanistica e territoriale al fine di limitare, mitigare o compensare l’impermeabilizzazione del suolo.

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