Punti di campionamento

Cos’è Ostreopsis ovata

Ostreopsis ovata è una microalga marina, una specie tipica del clima caldo e tropicale, negli ultimi anni presente anche sulle coste italiane.
Quando si verifica la fioritura dell’alga nei mesi più caldi, le acque in superficie possono presentare colorazioni anomale e talvolta chiazze schiumose biancastre e marroni od opalescenza o materiale di consistenza gelatinosa in sospensione. L’alga però non è visibile ad occhio nudo, si colloca sul substrato sabbioso o roccioso e provoca la morte di tutti gli organismi che vi vivono, perché nella crescita esaurisce l’ossigeno a disposizione.
Un opuscolo informativo mostra come si presenta l’Ostreopsis ovata in superficie e nei fondali marini per poterla riconoscere.
Per l’uomo, la fioritura dell’alga può causare un’intossicazione i cui sintomi indirizzano verso un meccanismo irritativo aspecifico sulle mucose respiratorie e congiuntivali, con conseguente irritazione congiuntivale, raffreddore, difficoltà respiratorie e febbre.
La modalità di esposizione per il manifestarsi dei sintomi è l’inalazione di aerosol marino e cioè di microparticelle acquose in sospensione contenenti l’alga.

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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2018
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2017
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2016
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2015
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2014
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2013
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2012
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2011
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2010
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2009
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Monitoraggio Ostreopsis ovata 2008
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Il monitoraggio dell’Ostreopsis ovata e il ruolo di Comuni e ASP

In Italia dal 2010 è diventato obbligatorio effettuare monitoraggi in aree a rischio di Ostreopsis ovata (decreto 30 marzo 2010, attuativo del D.Lgs 116/2008)

Le Agenzie Regionali ricercano nei periodi estivi, fin prima che si stiano per verificare le condizioni critiche, la loro presenza e ne tengono sotto controllo il numero nell’acqua di mare e avvertono i comuni e le ASL di competenza quando il numero supera le 10.000 unità cellulari su litro (come da “Linee guida del Ministero della Salute” della Repubblica Italiana).

Sulle coste siciliane si tratta di sei campionamenti, concentrati nei mesi più caldi (due per i mesi di luglio e agosto, uno per i mesi di giugno e settembre).

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