L’ozono è un gas di colore azzurro e dall’odore pungente, reattivo e fortemente ossidante. L’ozono (O3) è una forma speciale e altamente reattiva di ossigeno ed è composto da tre atomi di ossigeno. Nella stratosfera, uno degli strati più alti dell’atmosfera, l’ozono ci protegge dalle pericolose radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, ma nello strato più basso dell’atmosfera – la troposfera – l’ozono è un’importante sostanza inquinante che influisce sulla salute umana e l’ambiente. La sua presenza a livello del suolo dipende fortemente dalle condizioni meteoclimatiche e pertanto la sua concentrazione è variabile sia nel corso della giornata che delle stagioni, inoltre la capacità dell’ozono di spostarsi con le masse d’aria anche a diversi chilometri dalla fonte, comporta la presenza di concentrazioni elevate anche a grandi distanze dalle sorgenti (decine o centinaia di km).

I limiti di legge

Il Decreto Legislativo del 13 agosto 2010, n. 155 (recepimento della direttiva europea 2008/50/CE) stabilisce per l’ozono i valori obiettivo, l’obiettivo a lungo termine, la soglia di allarme e la soglia di informazione.

Tipo protezionePeriodo di mediazioneUnità di misuraV.O.V.O. lungo termineSoglia informazioneSoglia allarme
salute umanaMax giornaliero della media mobile 8hμg/m³120Max 25 volte/anno come media su 3 anni120
media orariaμg/m³180240
vegetazioneAOT40 da mag a lugμg/m³·h18000media su 5 anni6000

 

La presenza di elevati livelli di ozono, a causa del suo alto potere ossidante, danneggia la salute umana, ma anche quella degli animali e delle piante (ne influenza la fotosintesi e la crescita, entra nel processo di formazione delle piogge acide, con danni alla vegetazione e ai raccolti), deteriora i materiali (danni al patrimonio storico-artistico) e riduce la visibilità. Gli effetti più evidenti sono la forte azione irritante alla mucosa degli occhi, infiammazioni ed alterazioni a carico dell’apparato respiratorio (soprattutto naso e gola, con tosse, difficoltà respiratorie, sensazioni di affaticamento e perfino edema polmonare). Concentrazioni particolarmente elevate possono portare anche ad un aumento della frequenza degli attacchi asmatici e al peggioramento di patologie, già in atto, di tipo respiratorio e cardiaco poiché non appena esposto all’ozono, il nostro corpo cerca di impedirne l’entrata nei polmoni e questa reazione riduce l’ammontare di ossigeno che inaliamo rendendo il lavoro del cuore più difficile.

A differenza degli inquinanti “primari”, cioè direttamente riconducibili a specifiche fonti di emissione, l’ozono è un inquinante “secondario” e a livello del suolo si forma come risultato di reazioni chimiche complesse tra gas precursori, come gli ossidi di azoto e i composti organici volatili. L’immissione di inquinanti primari (prodotti dal traffico, dai processi di combustione, dai solventi delle vernici, dall’evaporazione di carburanti, etc.) favorisce quindi la produzione di un eccesso di ozono rispetto alle quantità altrimenti presenti in natura. Le reazioni chimiche che producono ozono sono catalizzate dalla radiazione solare, di conseguenza questo inquinante è tipicamente estivo e assume valori di concentrazione più elevati nelle estati contrassegnate da alte temperature ed elevata insolazione.

Nel 2005 l’OMS ha aggiornato le linee guida per la qualità dell’aria in riferimento a: particolato, ozono, biossido di azoto e biossido di zolfo.

Periodo di mediazioneWHO Air quality guideline values, ed. 2005
Max giornaliero della media mobile 8h100 µg/m3
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