I metalli sono inquinanti primari e costituiscono una parte importante del particolato atmosferico e conseguentemente ne condividono la distribuzione in atmosfera e i tempi di permanenza. I principali sono cadmio (Cd), zinco (Zn), rame (Cu), nichel (Ni), piombo (Pb), arsenico (As) e ferro (Fe). Tra i metalli che sono oggetto di monitoraggio, quelli a maggiore rilevanza sotto il profilo tossicologico sono il nichel, il cadmio, l’arsenico e il piombo.

I limiti di legge

Il Decreto Legislativo del 13 agosto 2010, n. 155 (recepimento della direttiva europea 2008/50/CE) stabilisce il valore limite per la concentrazione nell’aria ambiente di piombo e i valori obiettivo per le concentrazioni nell’aria ambiente di arsenico, cadmio e nichel.

InquinantePeriodo di mediazioneValore limite
PiomboAnno civile0,5 µg/m3
InquinantiPeriodo di mediazioneValore obiettivo
ArsenicoAnno civile6,0 ng/m3
CadmioAnno civile5,0 ng/m3
NichelAnno civile20,0 ng/m3

I composti inorganici del nichel, del cadmio e dell’arsenico sono classificati dalla Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come cancerogeni per l’uomo. Per il piombo è stato evidenziato un ampio spettro di effetti tossici, in quanto tale sostanza interferisce con numerosi sistemi enzimatici. La conoscenza dell’azione tossica del piombo e del saturnismo come fenomeno più grave ed evidente, ha portato ad una drastica riduzione delle possibili fonti di intossicazione, sia nel campo industriale che civile.

I metalli presenti nel particolato atmosferico provengono da una molteplice varietà di fonti: il Cadmio e lo Zinco sono originati prevalentemente da processi industriali, il Rame ed il Nichel provengono dalla combustione, il Piombo dalle emissioni autoveicolari, il Ferro proviene dall’erosione dei suoli, dall’utilizzo di combustibili fossili e dalla produzione di leghe ferrose, le maggiori fonti antropogeniche dell’Arsenico sono le attività estrattive, la fusione di metalli non ferrosi e la combustione di combustibili fossili.

In particolare, il Piombo di provenienza autoveicolare è emesso quasi esclusivamente da motori a benzina in cui è contenuto sotto forma di Piombo tetraetile e/o tetrametile con funzioni di antidetonante. Negli agglomerati urbani tale sorgente rappresenta pressoché la totalità delle emissioni di Piombo e la granulometria dell’aerosol che lo contiene si colloca quasi integralmente nella frazione PM10. L’adozione generalizzata della benzina “verde” ha portato a una riduzione delle emissioni di Piombo e in conseguenza di ciò è praticamente eliminato il contributo della circolazione autoveicolare alla concentrazione in aria di questo metallo.

L’OMS, per alcuni inquinanti atmosferici ad azione cancerogena, fornisce un calcolo di indice di rischio unitario per la popolazione, associato alla loro presenza nell’aria. La stima dell’incremento di rischio unitario (U.R.) è intesa come il rischio addizionale di tumore che può verificarsi in una ipotetica popolazione nella quale tutti gli individui siano continuamente esposti, dalla nascita e per tutto l’intero tempo di vita, ad una concentrazione dell’agente di rischio nell’aria che essi respirano pari ad 1 µg/m3.

SostanzaWHO air quality guidelines for Europe, 2nd edition, 2000

Rischio unitario, Indice di rischio/tempo di vita (µg/m3)-1

Nichel3.8 x 10-4
Arsenico1.5 x 10-3
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