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Controlli su terre e rocce da scavo

Le UOS Controlli si occupano delle attività di indirizzo e supporto alla programmazione in materia di gestione e utilizzo di terre e materiali da scavo provenienti da opere soggette o meno a VIA o AIA e indipendentemente dai volumi coinvolti. Le attività svolte dall’Agenzia, a carico del soggetto proponente il Piano di Utilizzo secondo tariffario, sono:

  • esprimere pareri tecnici su Piano di Utilizzo, Piano di Accertamento e possibile riutilizzo da siti in bonifica, previa presentazione documentazione da parte del proponente;
  • effettuare sopralluoghi conoscitivi e campionamenti in contraddittorio;
  • effettuare analisi di validazione di analisi eseguite a carico del proponente.

Dal 22/08/2017 è entrato in vigore il DPR 13/06/2017 n. 120 sul riordino e la semplificazione della disciplina sulla gestione delle terre e rocce da scavo: “Regolamento recante la disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo” (G.U. Serie Generale n.183 del 07-08-2017).

Con l’entrata in vigore del DPR vengono abrogati il DM 161/2012, gli artt. 41 comma 2 e 41 bis della L. 98/2013 di conversione del D.lgs. 69/2013 e l’art. 184 bis comma 2 bis del D.lgs. 152/2006.

Dal punto di vista delle procedure:

  • per i grandi cantieri sottoposti a VIA/AIA (> 6000 mc) deve essere presentato il Piano di Utilizzo (PUT) all’Autorità Competente sull’opera e all’ARPA, per via telematica, almeno 90 giorni prima dell’inizio dei lavori e in ogni caso prima della conclusione della procedura di VIA o AIA;
  • per i cantieri di piccole dimensioni (< 6000mc) e per quelli grandi non assoggettati a VIA/AIA è previsto l’invio di una Dichiarazione Sostitutiva di atto di notorietà, analogamente a quanto previsto in precedenza dall’art. 41 bis della L. 98/2013, almeno 15 giorni prima dell’inizio dei lavori al Comune di appartenenza e ad ARPA, dichiarazione che assolve alla funzione del PUT (art. 21).

La norma, dopo una introduzione sull’enunciato di alcune definizioni, disciplina all’art. 4 i criteri di qualifica come sottoprodotti delle Terre e Rocce da Scavo, la sussistenza dei requisiti dei quali è attestata con il PUT o la Dichiarazione.

All’art. 5 si parla di deposito intermedio, al posto del deposito in attesa di utilizzo previsto dal DM 161, stabilendone la durata, la conformità al PUT/Dichiarazione e alla destinazione d’uso del sito, l’art. 6 disciplina il trasporto delle Terre e RS e la relativa documentazione di accompagnamento (all. 7) e l’art. 7 prevede la Dichiarazione di Avvenuto Utilizzo (DAU) da redigere secondo il modello contenuto nell’allegato 8 con modalità di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (art. 47 DPR 445/2000).

Nello specifico delle procedure della norma, al Capo II – Cantieri di grandi dimensioni, per i grandi cantieri sottoposti a VIA/AIA (> 6000 mc) il Piano di Utilizzo (PUT) deve essere redatto in conformità alle specifiche dell’allegato 5 e contenere autocertificazione che attesti i requisiti di sottoprodotto (pena la decadenza da tale qualifica). Arpa effettua ispezioni e controlli secondo i propri programmi annuali, anche con campionamento e analisi per la verifica del rispetto del PUT. In caso di Terre e RS con valori conformi alle CSC (art. 10) l’Autorità Competente può chiedere ad ARPA di effettuare le verifiche del caso, l’Agenzia potrà chiedere al proponente dell’opera un approfondimento dell’indagine in contraddittorio. Se i valori delle Terre e RS superano le CSC (art. 11) e il proponente dell’opera ritiene che tali valori possano essere riconducibili al fondo naturale, lo stesso segnalerà tale superamento e contestualmente presenterà ad ARPA un piano di indagine per definire il VFN, piano che andrà condiviso da ARPA. Dai risultati di esso verrà definito il VFN e l’utilizzo delle Terre avverrà o nel sito di produzione o in un sito esterno che abbia valori VFN analoghi per tutti i parametri.

Nel caso in cui il sito di produzione ricada in un sito oggetto di bonifica, art. 12, sulla base dei risultati della caratterizzazione (art. 242 D.lgs. 152/06) l’ARPA validerà i requisiti di qualità ambientale richiesti dall’art. 4, sia per il sito di produzione che per quello di destinazione (il non superamento delle CSC).

Al Capo III – Cantieri di piccole dimensioni, anche sottoposti a VIA/AIA (< 6000mc), il produttore dovrà dimostrare che non ci sia superamento delle CSC del suolo in riferimento alla destinazione d’uso specifica e che le TRS non costituiscano fonte di contaminazione per le acque sotterranee, fatti salvi i VFN. Per questi cantieri sarà prevista una Dichiarazione di Utilizzo redatta come sostitutiva di atto di notorietà (ai sensi del DPR 445/2000), che assolve la funzione del PUT, dichiarazione che dovrà essere inviata, anche solo in via telematica, al Comune di appartenenza e all’ARPA almeno 15 giorni prima dell’inizio lavori. Arpa effettua secondo una programmazione annuale le ispezioni ed i controlli (con metodo a campione o programmate o su segnalazione di eventuale pericolo), al fine di accertare gli obblighi di cui alla dichiarazione. La difformità con la dichiarazione implica il divieto di prosecuzione della gestione delle terre come sottoprodotto.

Per i cantieri di grandi dimensioni, di cui al Capo IV – Cantieri di grandi dimensioni non sottoposti a VIA/AIA, la procedura è analoga a quella prevista per i cantieri di piccole dimensioni (Dichiarazione sostitutiva).

Per quanto riguarda le attività di scavo nei siti oggetto di bonifica, ove sia stata già effettuata la caratterizzazione ai sensi dell’art. 242 del D.lgs. 152/06, e fatto salvo quanto disposto dall’art. 34 del DL 133/2014, nel Titolo V vengono riportate le modalità specifiche per il piano di campionamento da concordare con ARPA che si pronuncia entro 30 giorni dalla presentazione. L’utilizzo delle Terre e RS è consentito in situ se risulta la conformità alle CSC/VFN per la specifica destinazione d’uso, nei casi in cui sono superate CSC/VFN l’utilizzo è consentito se conformi alle CSR (approvate in CdS), nella medesima area assoggettata ad analisi di rischio e con particolare attenzione al percorso di lisciviazione in falda.

Per i procedimenti in itinere, approvati prima dell’entrata in vigore di tale norma, e per le loro modifiche ed aggiornamenti resta valida l’applicazione della normativa precedente (DM 161/12).

Allegati al DPR 13/06/2017 n. 120

  • Allegato 1 – Caratterizzazione ambientale delle terre e rocce da scavo
  • Allegato 2 – Procedure di campionamento in fase di progettazione
  • Allegato 3 – Normale pratica industriale
  • Allegato 4 – Procedure di caratterizzazione chimico-fisiche e accertamento delle qualita’ ambientali
  • Allegato 5 – Piano di utilizzo
  • Allegato 9 – Procedure di campionamento in corso d’opera e per i controlli e le ispezioni
  • Allegato 10 – Metodologia per la quantificazione dei materiali di origine antropica di cui all’articolo 4, comma 3