Strategia Marina: i risultati del monitoraggio 2015-2020 di ARPA Sicilia

Nel periodo 2015–2020 ARPA Sicilia ha realizzato attività di monitoraggio relative ai Descrittori D1 – Biodiversità, D2 – Specie non indigene, D5 – Eutrofizzazione, D6 – Integrità del fondo marino, D8 – Contaminanti e D10 – Rifiuti marini, con l’obiettivo di valutare lo stato ambientale delle acque marine e verificare il raggiungimento del Buono Stato Ambientale (GES – Good Environmental Status) nell’ambito della sottoregione Mare Mediterraneo (Sicilia, Calabria, Basilicata).

La Relazione sulla Strategia Marina relativa al sessennio 2015–2020 raccoglie e sintetizza i risultati delle attività di monitoraggio svolte da ARPA Sicilia nell’ambito della Direttiva Quadro 2008/56/CE sulla Strategia Marina.

I risultati restituiscono un quadro complessivamente articolato.

Per il Descrittore 1 – Biodiversità, le praterie di Posidonia oceanica mostrano nella maggior parte dei siti condizioni favorevoli, con valori degli indici di qualità generalmente ricadenti nelle classi “Elevato” e “Buono”. Sono tuttavia presenti alcune criticità locali, tra cui quella rilevata nella prateria di Brucoli. Anche gli habitat a coralligeno presentano condizioni prevalentemente comprese tra “Good” e “High” nel Mediterraneo Occidentale, mentre nel Mar Ionio e Mediterraneo Centrale il quadro risulta maggiormente eterogeneo.

Le comunità fitoplanctoniche e zooplanctoniche risultano nel complesso strutturalmente stabili.

Il monitoraggio delle specie non indigene (Descrittore 2) ha consentito di individuare complessivamente otto specie NIS, di cui una sola di nuova introduzione (Spondylus spinosus, Schreibers, 1793), confermando l’importanza della sorveglianza soprattutto nelle aree portuali e maggiormente esposte al rischio di nuove introduzioni.

Per il Descrittore 5 – Eutrofizzazione, i dati disponibili non evidenziano fenomeni eutrofici significativi nelle aree monitorate.

Le indagini relative all’integrità del fondo marino (Descrittore 6) mostrano invece segnali compatibili con una pressione fisica significativa e reiterata sui fondali, principalmente associata alla pesca a strascico demersale, con effetti sulla struttura delle comunità bentoniche.

Per il Descrittore 8 – Contaminanti, il quadro varia in funzione della matrice considerata. Nelle acque la quasi totalità dei campioni risulta conforme agli standard di qualità ambientale, mentre nei sedimenti e nel biota sono state rilevate alcune criticità, in particolare per il mercurio e per alcuni composti organici.

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Le maggiori criticità emergono per il Descrittore 10 – Rifiuti marini. I rifiuti spiaggiati presentano valori superiori alla soglia europea di riferimento e tutte le spiagge monitorate risultano in condizioni di non GES. Criticità sono state rilevate anche per i rifiuti presenti sul fondo e per i microrifiuti nello strato superficiale della colonna d’acqua, con una netta prevalenza di materiali plastici.

Nel complesso, il monitoraggio 2015–2020 evidenzia condizioni favorevoli per diverse componenti dell’ambiente marino siciliano, ma anche criticità che richiedono attenzione, in particolare per gli habitat sottoposti a pressioni fisiche, alcuni contaminanti e soprattutto per i rifiuti marini e le microplastiche.

La prosecuzione delle attività di monitoraggio rappresenta uno strumento essenziale per seguire nel tempo l’evoluzione dello stato dei mari siciliani e verificare il raggiungimento del Buono Stato Ambientale previsto dalla Strategia Marina nelle tre sottoregioni alle quali afferiscono i mari italiani: Mar Mediterraneo occidentale, Mar Ionio e Mare Mediterraneo centrale, Mare Adriatico.