La giornata del 5 febbraio 2026, dedicata al workshop “Facciamo il punto su biodiversità e conservazione della natura in Sicilia” ha riunito i vertici istituzionali e tecnici del sistema regionale delle aree protette per condividere con stakeholder e operatori una strategia comune di protezione, innovazione e sviluppo sostenibile. Il workshop fa parte dell’iniziativa “Dalla Marcia dello Zingaro a Punta Bianca”.
All’evento hanno preso parte l’assessore regionale al Territorio e all’Ambiente Giusi Savarino, il direttore generale di ARPA Sicilia Vincenzo Infantino, insieme ai dirigenti generali Beringheli, Di Trapani, a testimonianza di un coordinamento sempre più strutturato tra istituzioni impegnate nella salvaguardia del patrimonio naturale siciliano.
L’assessore Giusi Savarino ha sottolineato come la Sicilia abbia dimostrato, nel corso della sua storia recente, di saper sviluppare veri e propri “anticorpi” contro il degrado ambientale e la criminalità, individuando nella tutela della natura uno strumento di riscatto civile e culturale. Emblematica, in tal senso, la nascita della Riserva dello Zingaro, ricordata come una vittoria della bellezza e della partecipazione civica contro il cosiddetto “Sacco di Palermo”.
L’assessore ha ricordato l’impegno della Regione nel rendere i parchi accessibili a tutti, attraverso il progetto Clara e l’utilizzo delle sedie Joelette, e ha annunciato il percorso di ampliamento del sistema regionale delle aree protette, con l’inclusione di siti di elevato pregio come Punta Bianca. «La Sicilia ha in sé gli anticorpi per combattere le cose peggiori; gli uomini migliori hanno tutelato la nostra bellezza e oggi dobbiamo far innamorare i siciliani dei nostri parchi, perché solo così sarà più facile riuscire a preservarli», ha dichiarato Savarino, richiamando la necessità di ricostruire un legame profondo tra cittadini e territorio.
Il discorso ha affrontato anche le urgenze legate al cambiamento climatico, con riferimento ai danni provocati dal ciclone Harry, e il piano regionale da 12,5 milioni di euro destinato ai “polmoni verdi” urbani, evidenziando come la tutela ambientale sia strettamente connessa alla salute pubblica e alla prevenzione delle patologie.
Il direttore generale di ARPA Sicilia, Vincenzo Infantino, ha ribadito il ruolo dell’Agenzia come braccio operativo e tecnologico della Regione, con la trasformazione del centro Roosevelt in un polo d’eccellenza per l’innovazione ambientale. Il progetto prevede la realizzazione di un Green Data Center e l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in grado di elaborare, in tempo reale, i dati ambientali provenienti dall’intero sistema delle riserve naturali.
Un investimento che guarda anche alle competenze: sono infatti oltre 26 le procedure concorsuali avviate per rafforzare il capitale umano di ARPA e integrare giovani professionisti nel sistema regionale di protezione ambientale.
«La marcia dello Zingaro è un cammino che continua verso una Sicilia che riconosce nell’ambiente non un vincolo, ma una risorsa fondamentale per il futuro, un patrimonio da rendere fruibile attraverso una regolamentazione attenta».
L’evento ha confermato il valore strategico del coordinamento tra Assessorato regionale, Corpo Forestale e ARPA Sicilia, una sinergia che consente di integrare il monitoraggio scientifico con la sorveglianza attiva sul territorio. Un modello che mira a trasformare le aree protette da semplici oasi isolate a veri e propri motori di sviluppo economico e turistico sostenibile.







