
È online il Rapporto integrato “Mortalità e Ondate di Calore” – Anno 2026 (dati 2025), un documento per comprendere l’impatto del cambiamento climatico sulla popolazione anziana (over 65) in Sicilia.
Elaborato a partire dai dati forniti dal Dipartimento di Epidemiologia del Lazio (DEP), dall’ISPRA e dall’ISTAT, il documento analizza l’impatto delle ondate di calore sulla mortalità della popolazione anziana (>65 anni) nelle tre città siciliane – Catania, Messina e Palermo – incluse nel Sistema nazionale HHWW (Heat Health Watch Warning), parte del Piano nazionale di prevenzione degli effetti sulla salute delle ondate di calore.
L’obiettivo principale del report è misurare quanto l’esposizione alle alte temperature influenzi l’incremento della mortalità giornaliera, offrendo dati utili al monitoraggio sanitario e per la pianificazione di future misure di prevenzione e adattamento climatico.
Il bilancio del 2025: i dati nelle città siciliane
Nel complesso, il periodo compreso tra maggio e settembre 2025 ha fatto registrare un dato positivo: i decessi effettivi sono stati inferiori rispetto a quelli attesi, con un calo significativo soprattutto nel mese di agosto:
- Messina: -16% di decessi rispetto all’atteso
- Palermo: -7% rispetto all’atteso
- Catania: -3% rispetto all’atteso
Non sono mancati, tuttavia, alcuni picchi in controtendenza. Si è osservato un incremento della mortalità rispetto al valore atteso a:
- Palermo: +10% a luglio e +6% a settembre
- Messina: +8% a settembre
Ondate di calore: il primato a Palermo, ma il trend è in calo rispetto al 2023
L’analisi meteorologica del 2025 evidenzia che le ondate di calore più intense si sono concentrate nel capoluogo siciliano. In totale, durante l’estate si sono verificate:
- 14 ondate di livello “3” (il massimo rischio): registrate tutte esclusivamente a Palermo. Un numero, comunque, decisamente inferiore rispetto al picco del 2023, quando le ondate di livello 3 furono ben 37.
- 15 ondate di livello “2” complessive.
- 63 ondate di livello “1” complessive.
Il trend a lungo termine
Guardando all’andamento degli ultimi anni, gli esperti evidenziano una chiara tendenza allo spostamento del grande caldo: si nota infatti un aumento delle ondate di livello 3 nei mesi di giugno e luglio, a fronte di una diminuzione nel mese di agosto.
