Disponibile la Relazione Strategia Marina 2024, che sintetizza i risultati delle attività di monitoraggio condotte da ARPA Sicilia nell’ambito della Direttiva Quadro 2008/56/CE. I programmi di monitoraggio sono finalizzati alla valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine, alla verifica del raggiungimento dei traguardi ambientali fissati e al controllo dell’efficacia delle misure adottate.
I programmi di monitoraggio che ARPA Sicilia ha realizzato nel 2024 riguardano i Descrittori 1-Biodiversità, 2-Specie Non Indigene, 5-Eutrofizzazione, 6-Integrità Fondo Marino, 8-Contaminanti e 10-Rifiuti Marini.
Biodiversità: i dati indicano una buona qualità ambientale coerente con gli obiettivi del Buono Stato Ambientale (GES).
Sono stati monitorati gli habitat pelagici (fitoplancton, mesozooplancton, macrozooplancton) e bentonici (Posidonia oceanica) secondo i programmi della Strategia Marina.
Nelle aree di Capo Gallo e Isole Egadi la variabilità tra le stazioni è risultata minima, segno che le pressioni antropiche non incidono in modo significativo. Sono stati identificati 137 taxa di fitoplancton e 2 principali gruppi di zooplancton, con prevalenza di copepodi.
Le praterie di Posidonia oceanica mostrano complessivamente un buono stato ecologico, con assenza di specie aliene e segni di degrado, salvo un lieve disturbo presso il porto di Augusta.
Specie Non Indigene (NIS): due nuove introduzioni a Catania
Nel porto di Catania sono state individuate due specie non indigene di nuova introduzione: Phallusia nigra (Chordata) e Dynoides amblysinus (crostaceo isopode).
Per le componenti planctoniche ed epibentoniche non sono emerse nuove introduzioni, ma solo specie già note nell’area come Paracartia grani e Erugosquilla massavensis.
Nel porto di Siracusa non si registrano nuove introduzioni, tuttavia nei pannelli in PVC sono state rilevate nove specie NIS già presenti in precedenti monitoraggi.
Complessivamente nel 2024 sono state rinvenute 34 specie NIS di cui solo 2 di “nuova introduzione”.
Eutrofizzazione: condizioni stabili e assenza di effetti eutrofici
Nel 2024 i monitoraggi hanno evidenziato una diminuzione dei carichi di nutrienti e livelli di clorofilla “a” stabili, con variazioni stagionali.
Le analisi sulle acque marine mostrano assenza di effetti eutrofici significativi, con concentrazioni di nutrienti e ossigeno disciolto entro i valori di riferimento.
Anche i carichi fluviali, come quelli del fiume Simeto, non producono alterazioni nel corpo idrico recettore.
Nel complesso, gli indicatori ambientali confermano il mantenimento del Buono Stato Ambientale (GES) per il Descrittore 5.
Integrità del Fondo Marino: stato compromesso per l’impatto della pesca a strascico
Il buono stato ambientale, relativamente alle sole comunità epimegabentoniche sottoposte a perturbazione fisica (D6-03), risulta compromesso per via della dominanza di specie resilienti, della limitata presenza di specie vulnerabili o strutturanti, e di una semplificazione dell’habitat, come indicato dagli indicatori ecologici, quali: diversità funzionale, presenza di habitat complessi, distribuzione delle taglie, resilienza delle specie che risultano disequilibrati e alterati.
L’insieme di tutti questi elementi unitamente ai dati della pressione di pesca ottenuti dai dati satellitari VMS (Vessel Monitoring system) e AIS (Automatic Identification System) nell’area di Termini Imerese suggerisce che la pesca a strascico esercita un impatto significativo e ciò implica un mancato raggiungimento del GES.
Contaminanti: concentrazioni elevate nei sedimenti e nel biota
Sedimenti – Circa il 20% dei campioni analizzati presenta residui di sostanze organiche superiori allo SQA-MA (DDE, DDD, Esaclorobenzene) e nel 78% dei campioni delle 19 stazioni si rilevano concentrazioni di metalli pesanti (Arsenico e Cromo) superiori al SQA.
Matrice biota – Le analisi del 2024 effettuate sul biota in 8 stazioni hanno evidenziato elevate concentrazioni di mercurio nelle specie monitorate, con valori che superano fino a oltre 100 volte il limite normativo SQA-MA di 20 µg/kg. Le concentrazioni rilevate variano da 42,6 µg/kg nel merluzzo campionato a Mazara del Vallo fino a 2640 µg/kg nella triglia prelevata a Termini Imerese. Tuttavia non è possibile esprimere un giudizio sullo stato ambientale per l’insufficiente copertura spaziale dei dati.
Rifiuti Marini: densità elevate e mancato raggiungimento del GES
La valutazione del Buono Stato Ambientale (GES) è stata effettuata calcolando la densità dei rifiuti per stazione e confrontandola con i valori soglia UE e UNEP-MAP.
Nel 2024, tutte le spiagge monitorate risultano in stato di NON GES, con densità di rifiuti superiori ai limiti stabiliti.
I rifiuti galleggianti mostrano una bassa densità, costituita quasi esclusivamente da polimeri artificiali, sebbene i dati non siano completi.
Per i microrifiuti nello strato superficiale, le stazioni di Mondello, Augusta e Playa presentano concentrazioni di microplastiche fino a 100 volte superiori al valore soglia (0,000845 microparticelle/m²), confermando anch’esse il mancato raggiungimento del GES.







