Relazione al Parlamento sulle dipendenze. Analisi delle sostanze psicotrope nell’aerosol atmosferico PM10 di centri urbani, il contributo delle ARPA

La Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia riporta, oltre agli strumenti tradizionali di monitoraggio, nuovi approcci di osservazione epidemiologica e ambientale, utili a fornire una lettura più articolata e tempestiva delle dinamiche di consumo sul territorio nazionale.
Il monitoraggio di sostanze psicotrope nell’aerosol di diversi centri urbani italiani è il frutto del progetto, denominato PSICO (Presenza di Sostanze Illecite nell’aerosol urbano come possibile marker per Consumo e trafficO), nato dalla collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia, l’Istituto di Scienze Polari del CNR e il Dipartimento delle politiche contro la droga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dei RIS di Parma e di 10 agenzie ARPA/APPA, tra le quali ARPA Sicilia. L’Agenzia ha reso disponibili i dati e i filtri di PM10 di due stazioni di traffico dell’agglomerato di Palermo.
Tra le sostanze psicotrope determinate nei siti urbani studiati nel progetto, la cocaina è risultata quella più pervasiva, essendo stata rilevata nel 100% dei campioni analizzati. Seguono, per diffusione: ketamina, individuata nel 77% dei campioni e Δ9-tetraidrocannabinolo (Δ9-THC), presente nel 70% dei casi.
L’analisi territoriale ha mostrato una marcata variabilità delle concentrazioni: per quanto riguarda la cocaina, il valore mediano più elevato è stato registrato nel sito di Roma Bufalotta, seguito dai siti di Pescara e Firenze. Relativamente a Δ9‑THC e ketamina, le concentrazioni massime sono state rilevate entrambe nel sito di Firenze.
L’analisi giornaliera del PM10 ha permesso di identificare dinamiche temporali specifiche per ogni sostanza. Nel 71% dei siti, la cocaina presenta concentrazioni più elevate durante la settimana lavorativa. Un comportamento opposto caratterizza il THC, che mostra livelli superiori durante il fine settimana nel 70% dei siti in cui è presente. La ketamina, invece, mantiene una presenza tendenzialmente costante e omogenea durante tutti i giorni della settimana.
Nessun rischio per la salute da inalazione passiva
Nonostante la presenza di queste sostanze nell’aria, lo studio rassicura la popolazione riguardo all’esposizione passiva tramite la respirazione. I calcoli effettuati nel sito con la massima concentrazione di cocaina (Roma Bufalotta) indicano che la quantità assunta giornalmente per inalazione naturale è pari a 0,0235 mg. Tale valore corrisponde ad appena lo 0,016% di una dose media per uso personale (stimata in 150 mg), una quantità ampiamente inferiore a qualsiasi soglia di effetto psicotropo. Risultati analoghi di sicurezza sono stati ottenuti anche per il THC e la ketamina.
Questo monitoraggio rappresenta un innovativo strumento analitico che integra le analisi delle acque reflue, fornendo una “fotografia puntuale” delle dinamiche di consumo e del traffico di stupefacenti sul territorio nazionale.