Posidonia oceanica è una pianta marina endemica del Mar Mediterraneo e rappresenta un indicatore biologico della qualità delle acque marino-costiere.
La Direttiva quadro 2008/56/CE, Marine Strategy Framework Directive (MSFD), si pone come obiettivo la conservazione del buono stato ambientale delle acque marine, attraverso la salvaguardia della biodiversità e il benessere degli ambienti marini, a partire dalle acque fino agli esseri viventi che li popolano; la Direttiva ha dedicato a questa pianta acquatica un modulo operativo con programmi di monitoraggio continuo per la valutazione dello stato di salute di questo fondamentale elemento.
Come viene monitorata la Posidonia oceanica dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente e quali sono le fasi e la strumentazione per studiarne il suo stato?

“L’attività di monitoraggio sulla condizione delle praterie di Posidonia nei mari italiani si effettua su circa 230 stazioni di campionamento – spiega Benedetto Sirchia, dirigente responsabile dell’unità operativa di Arpa Sicilia che si occupa dello studio degli ambienti marini-. In ciascuna area vengono monitorate tre stazioni a meno 15 metri e tre sul limite inferiore; in ciascuna di esse i parametri rilevati sono più di 30.
Questi ultimi danno informazioni sia sulla struttura della prateria, come per esempio la densità dei fasci fogliari per metro quadrato e la profondità del limite inferiore, sia sulle singole piante come la lunghezza dei diversi tipi di foglie, il numero medio delle foglie per fascio e la biomassa. Le indagini strumentali vengono effettuate su una superficie di tre km² e sono relative all’estensione dell’habitat, alla profondità dei limiti superiore e inferiore ed alla tipologia del limite inferiore (progressivo, erosivo, netto e regressivo). A tal fine viene utilizzata particolare strumentazione acustica (specifici sonar come il Multibeam ed il Side Scan Sonar) per mappare il fondale e il un veicolo subacqueo filoguidato ROV per acquisire immagini e video. Inoltre in campo, mediante immersioni subacquee di personale tecnico specializzato, vengono effettuate a due diverse profondità (meno 15 metri e sul limite inferiore) misure di densità della prateria, utilizzando un quadrato di 40 cm di lato. Infine In laboratorio, sui campioni raccolti, viene effettuata l’analisi fenologica (ovvero misure biometriche sulle singole foglie, n. medio di foglie per fascio, percentuale di apici erosi delle foglie ecc.), nonché l’analisi della biomassa e l’analisi lepidocronologica attraverso cui è possibile attribuire un’età precisa ad ogni segmento di rizoma (il fusto) della pianta, che stimare il tasso di accrescimento e la produzione primaria dei interi rizomi stessi”.