Acque di transizione in Sicilia, disponibile il report su 13 corpi idrici

Disponibile il report di monitoraggio elaborato sulla base dei dati 2024 relativo allo stato ecologico e chimico delle acque di transizione del Distretto Idrografico della Sicilia. L’attività si inserisce nel quadro degli adempimenti previsti dalla Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE e dal D.Lgs 152/2006. Il monitoraggio ha riguardato 13 corpi idrici significativi, distribuiti tra i Pantani di Vendicari, i Pantani Longarini e Cuba, il complesso di Capo Peloro, i Laghetti di Marinello e lo Stagnone di Marsala.

I risultati del monitoraggio confluiscono nel sistema SINTAI, il Sistema Informativo Nazionale per la Tutela delle Acque Italiane che rappresenta l’infrastruttura informativa di riferimento per la gestione, l’analisi e la condivisione dei dati ambientali. Attraverso SINTAI, i dati acquisiscono valore sistemico, diventando informazione strutturata, interoperabile e riutilizzabile, in linea con i principi europei di trasparenza, digitalizzazione e supporto alle politiche pubbliche basate su evidenze.

Stato ecologico

Soltanto due corpi idrici, il Lago di Faro e il Lago Porto Vecchio, hanno raggiunto lo stato ecologico “BUONO”, soddisfacendo pienamente gli obiettivi di qualità.
Per la restante parte dei siti monitorati, i risultati indicano:
Stato “Sufficiente”: Lago Ganzirri, Stagnone di Marsala, Lago Mergolo della Tonnara, Lago Verde e Pantano Cuba.
Stato “Scarso”: Pantano Roveto, Pantano Longarini 1 e Pantano Longarini 2.
Stato “Cattivo”: Pantano Grande, Pantano Piccolo e Lago Marinello.
La valutazione  tiene conto di tutti gli elementi di qualità biologica analizzati. L’analisi dei Macroinvertebrati bentonici, ha rivelato comunità spesso paucispecifiche (con poche specie presenti, che si adattano a questi ambienti) e soggette a forte stress ambientale. Il basso giudizio dello stato ecologico di questi corpi idrici non è generalmente legata alle pressioni antropiche ma piuttosto alle condizioni naturali che variano principalmente nel periodo estivo, con un’elevata riduzione della massa d’acqua che in alcuni casi arriva fino allo stato di secca del corpo idrico.

Stato Chimico

Sotto il profilo chimico, la situazione è risultata conforme (“BUONO”) in 6 corpi idrici, mentre 7 siti sono stati classificati come “NON BUONO”. Tutti gli approfondimenti sono disponibili nella relazione. L’analisi condotta da ARPA Sicilia conferma che le principali minacce per questi ecosistemi  derivano dalle attività agricole (pressione significativa per 10 corpi idrici su 13) e dal dilavamento delle superfici urbane. L’uso estensivo di fertilizzanti e pesticidi nelle aree limitrofe ai bacini contribuisce all’arricchimento di nutrienti e all’inquinamento chimico, favorendo frequenti episodi di bloom algali (fioriture microalgali), come osservato nei Pantani di Vendicari e nei laghi di Capo Peloro.

Il valore strategico dei dati per il sistema ambientale e l’Unione europea

I risultati del 2024 sono da considerarsi orientativi ai fini della classificazione definitiva del triennio 2023-2025. Il quadro conoscitivo sarà completato con il monitoraggio di ulteriori elementi di qualità biologica, tra cui la fauna ittica e le macrofite (alghe e piante acquatiche), che permetteranno di definire lo stato ecologico complessivo necessario per la revisione del Piano di Gestione del Distretto Idrografico della Sicilia. La disponibilità dei dati di monitoraggio delle acque di transizione, riferiti all’annualità 2024, rappresenta un elemento di elevato valore pubblico per il sistema ambientale regionale e nazionale. Tali informazioni non costituiscono una semplice restituzione descrittiva, ma si inseriscono in un processo strutturato e continuo di conoscenza ambientale, indispensabile per supportare la pianificazione, la tutela degli ecosistemi e il rispetto degli impegni assunti dall’Italia nei confronti dell’Unione europea. Il valore dei dati risiede nella loro capacità di alimentare sistemi informativi, analisi di trend e decisioni pubbliche basate su evidenze, in coerenza con la Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE, il D.Lgs. 152/2006 e gli obiettivi strategici europei in materia di sostenibilità, biodiversità e governance delle risorse idriche.