Corso Nazionale“100 CUG”: ridefinire il ruolo del CUG per il futuro della Pubblica Amministrazione

La Presidente del CUG di ARPA Sicilia, Assuntina Di Stefano, è stata tra i 100 componenti dei CUG selezionati a livello nazionale a partecipare al percorso formativo su diversità, inclusione e benessere organizzativo promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica. L’iniziativa, promossa con il coinvolgimento di Formez, Rete Nazionale dei CUG, Fondazione Rigel e Università, con la partecipazione di esperti di diritto del lavoro, si è articolata in più giornate formative nelle sedi di Bologna, Roma, Firenze e Napoli e si concluderà il 16 giugno nella sede di Roma alla presenza del Ministro della Pubblica Amministrazione, on. Paolo Zangrillo.

Abbiamo intervistato Assuntina Di Stefano per comprendere il valore e le prospettive di questa esperienza.

Che significato ha avuto partecipare al primo corso nazionale promosso nell’ambito del progetto “100 CUG”?

Partecipare al primo corso nazionale promosso nell’ambito del progetto “100 CUG”, realizzato con il coinvolgimento di Formez, Rete Nazionale dei CUG, Fondazione Rigel e dell’Università, con esperti di diritto del lavoro, rappresenta, per chi ricopre un ruolo di responsabilità istituzionale, un’esperienza che va ben oltre il momento formativo in senso stretto.

L’iniziativa, articolata in più giornate su scala nazionale nelle sedi di Bologna, Roma, Firenze e Napoli, e che si concluderà il 16 giugno nella sede di Roma alla presenza del Ministro della Pubblica Amministrazione, on. Paolo Zangrillo, ha visto la partecipazione di presidenti e componenti dei Comitati Unici di Garanzia provenienti da amministrazioni centrali, regionali e locali, configurandosi come un vero e proprio laboratorio nazionale di confronto sui temi della parità, dell’inclusione e del benessere organizzativo.

 

Quale valore aggiunto porterà questa esperienza al CUG di Arpa Sicilia?

Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento al Direttore Generale e al Responsabile della Formazione per aver creduto nel valore di questa sfida ambiziosa e aver sostenuto la mia partecipazione al progetto sperimentale e al percorso formativo dei “100 CUG”. Grazie alla loro lungimiranza e sensibilità istituzionale, ho avuto l’opportunità di prendere parte a un’iniziativa di straordinario valore strategico e culturale. Un percorso che non è stato un semplice corso di formazione e che non si è esaurito nell’arricchimento del bagaglio di competenze teoriche, pur importanti, ma che restituisce anche un patrimonio di relazioni autentiche e autorevoli, oltre a un canale diretto e privilegiato con esperti nazionali che faciliteranno future collaborazioni interistituzionali.

La partecipazione a questo progetto ha inoltre consolidato il ruolo guida che il CUG di Arpa Sicilia riveste a livello nazionale, in seno all’Osservatorio 4 della Rete CUG Ambiente, che riunisce tutti i CUG delle Agenzie.

Si tratta di un’esperienza destinata a produrre effetti concreti nel rafforzamento delle politiche di inclusione, pari opportunità e benessere organizzativo, contribuendo alla crescita di una Pubblica Amministrazione sempre più moderna, consapevole e orientata alla valorizzazione delle persone.

Qual è il valore istituzionale di questo percorso formativo?

Si tratta di un percorso sostenuto da un quadro istituzionale di alto livello, che si inserisce nel solco delle politiche promosse dal Dipartimento della Funzione Pubblica e che si collega direttamente alle più recenti evoluzioni normative, in particolare alle Linee guida 2025 sul PIAO, oggi riferimento centrale per la programmazione delle amministrazioni.

Partecipare al progetto ha significato entrare in una dimensione di confronto nazionale strutturato. È stata innanzitutto l’occasione per confrontarsi con una rete ampia e qualificata di amministrazioni, condividendo linguaggi, approcci e prospettive su un tema – quello del benessere organizzativo, delle pari opportunità e dell’inclusione – che oggi assume una dimensione sempre più strategica.

Il progetto ha avuto proprio questa funzione: mettere a sistema esperienze, pratiche e competenze, favorendo una crescita omogenea del sistema pubblico e rafforzando la consapevolezza che il cambiamento deve riguardare un nuovo modo di pensare l’organizzazione.

In che modo questa esperienza ridefinisce il ruolo dei CUG nella Pubblica Amministrazione?

L’iniziativa non si è configurata come un semplice adempimento formativo, ma come un intervento di alta formazione strategica volto a ridefinire il ruolo dei Comitati Unici di Garanzia all’interno della Pubblica Amministrazione.

Ciò che emerge con chiarezza è il CUG si configura come parte integrante dei processi di governo delle amministrazioni pubbliche.

Il benessere organizzativo, le pari opportunità e l’inclusione, infatti, non sono più soltanto obiettivi “interni”, ma una condizione abilitante della performance e della qualità dell’azione amministrativa.