Roma, 19-20 maggio 2026 – La trasformazione digitale in corso richiede oggi la capacità di integrare dati, tecnologie e competenze all’interno di ecosistemi aperti e interoperabili, capaci di generare valore pubblico, supportare i processi decisionali e rendere più efficace la gestione del territorio. È questo il messaggio emerso dalle due giornate di lavoro che hanno coinvolto istituzioni, operatori industriali, professionisti dell’innovazione e stakeholder del settore ambientale e tecnologico, nell’ambito di BIP Circle, dedicato al tema “L’ultimo miglio nell’utilizzo dei dati spaziali e l’implementazione di soluzioni geo-spaziali per le Amministrazioni Pubbliche”.
Al centro dei lavori, il tema della maturità digitale delle amministrazioni pubbliche e della necessità di superare una logica focalizzata esclusivamente sulla disponibilità del dato. Oggi, infatti, l’impegno è rivolto alla capacità di integrare informazioni eterogenee nei processi decisionali e operativi, trasformando il patrimonio informativo in strumenti concreti di governance territoriale.
Nel corso dell’iniziativa sono stati affrontati alcuni nodi strategici: il passaggio dall’accesso ai dati alla loro adozione effettiva, il ruolo della governance e del procurement pubblico, lo sviluppo delle competenze interpretative e il contributo delle tecnologie geo-spaziali nel migliorare il monitoraggio del territorio, la prevenzione dei rischi e l’efficienza dei servizi pubblici.
“Da tempo le Agenzie investono nella produzione e nella disponibilità dei dati ambientali. Oggi l’impegno è costruire architetture aperte e modelli organizzativi capaci di trasformare questi dati in strumenti realmente operativi e di supporto alle decisioni. Anticipando questo percorso evolutivo, ARPA Sicilia sta completando lo sviluppo della piattaforma ResilIO, realizzata nell’ambito del progetto ResilIO – Tecnologie digitali fondamentali, Intelligenza Artificiale, Internet delle Cose e Quantum Machine Learning per la Resilienza Ambientale. Con ResilIO, l’Agenzia è impegnata nella realizzazione di un’architettura applicativa avanzata finalizzata alla standardizzazione e all’ottimizzazione dei flussi informativi ambientali, attraverso un’infrastruttura centralizzata di monitoraggio coordinata da una Control Room presso la direzione generale. Un progetto che si conferma ancora oggi di frontiera, considerando che molte delle tecnologie sviluppate sono attualmente al centro delle roadmap europee per la transizione digitale e ambientale”, ha dichiarato il Direttore Generale di ARPA Sicilia, Vincenzo Infantino.
Le attività sono, quindi, proseguite il 20 maggio con la visita al Centro di Eccellenza IoT, e la partecipazione alla sessione dedicata ai modelli evolutivi delle piattaforme per la sensoristica ambientale terrestre e marina.
Un momento di riflessione su un possibile cambio di paradigma nella progettazione dei sistemi di monitoraggio ambientale. Per anni il settore ha sviluppato modelli verticali, spesso legati a singole tecnologie, fornitori o progettualità specifiche: un approccio che nel tempo ha contribuito a rallentare l’innovazione, frammentare gli investimenti e ridurre la capacità evolutiva delle infrastrutture digitali. Da questa analisi emerge la necessità di sviluppare piattaforme aperte, modulari e interoperabili, capaci di separare hardware e software, evitare lock-in tecnologici, valorizzare gli investimenti già effettuati e abilitare un ecosistema di servizi e applicazioni sviluppati da attori differenti.
Nel contesto delle sensorizzazioni ambientali, terrestri e marine, ciò significa costruire sistemi in grado di:
- favorire interoperabilità e standard condivisi;
- integrare tecnologie differenti in modo complementare;
- valorizzare i dati già disponibili;
- generare nuove capacità analitiche e decisionali;
- sostenere l’evoluzione futura dei servizi digitali.
“Oggi l’impegno è costruire modelli aperti, sostenibili e capaci di evolvere nel tempo, mettendo in rete competenze, dati e investimenti pubblici e privati. Solo attraverso ecosistemi interoperabili sarà possibile realizzare infrastrutture digitali resilienti, valorizzare il patrimonio informativo esistente e supportare processi decisionali realmente efficaci per i territori e per la Pubblica Amministrazione” – conclude il Direttore generale dell’Agenzia – “Un ruolo centrale della trasformazione digitale cui stiamo assistendo è proprio attribuito alle istituzioni pubbliche, chiamate sempre più a operare come soggetti abilitatori dell’innovazione e della collaborazione tra territori, università, imprese e partner industriali”.


